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 Group: Nota stonataPosts: 1515 Location: potenza Status:  | |
| Una creatura emersa dai peggiori incubi di chi pianifichi di portare al cinema un'opera lirica, e che farebbe meglio - la creatura - a restarsene a casa. Come in questo caso. Il Flauto magico (quello di Mozart) gode di una fama certo meritata, ma altrettanto certo filtrata e stravolta dalla popolarità di alcuni suoi passaggi (tra tutte la seconda aria della Regina della Notte), che hanno teso a farlo credere quello che non è: una fiaba accompagnata da molta bella musica. Mentre invece è un racconto fantastico, infarcito di simboli, richiami esoterici, mistica massonica e idealismo illuminista, il tutto attraverso la forma del teatro popolare della Vienna del 1791, che voleva le opere come alternanza di teatro recitato e cantato. Allora: perchè ambientare in un'epoca storica precisa un racconto fantastico senza inventare una giustificazione plausibile per adattare l'elemento irreale e magico a questa visione? Semplice, basta non avere idee, o meglio, basta essere convinti che la trasposizione sia la risposta a qualsiasi domanda, senza capire che, al contrario, è l'origine di altre mille domande, sulle quali, ovvio, si glissa. |
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